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Domande frequenti

1) Perché un cantante respira?
2) Come avviene la respirazione?
3) Cosa è il diaframma?
4) Cosa è la respirazione diaframmatica?
5) Perché per cantare è importante respirare bene?
6) Quale è il ruolo dei muscoli addominali durante la respirazione?
7) Riguardo alla respirazione, cosa è di maggiore importanza per un cantante?
8) Cosa è la "pressione sottoglottica"?
9) Quando canto sento che la gola si stringe, il fiato ha una responsabilità in tutto ciò?
10) Perché quando cerco di cantare rilassatamente , perdo subito tutto il fiato?
11) Perché a volte mi sembra di non avere più fiato per cantare, ma se prendo altro fiato mi ingolfo?
12) Quali sono gli aspetti vocali in cui una pressione sottoglottica troppo elevata incide più negativamente?
13) Il mio problema è che mentre canto la laringe sale, posso aiutarmi con una buona gestione del fiato?
 
1) Perché un cantante respira?                   
Come ogni essere umano il cantante respira perché ha bisogno di ossigeno.
Il cantante, inoltre, respira per avere una riserva di aria con cui far vibrare il proprio strumento. Per un uomo qualsiasi, il fiato espirato è lo scarto della respirazione, per il cantante è una preziosa risorsa di energia con cui esplicare la propria arte.

2) Come avviene la respirazione?                 
La respirazione è costituita da un ciclo di due azioni tra loro sempre concatenate: inspirazione ed espirazione, che corrispondono all’alternarsi di depressione e pressione all’interno della gabbia toracica, dove sono i polmoni(figura 01).
Queste condizioni vengono prodotte dai movimenti del diaframma addominale, l’unico muscolo inspiratorio principale, e dei muscoli inspiratori accessori (nucali, scapolari, spinali, toracici), che entrano in funzione solo quando il diaframma si blocca.
L’inspirazione è un movimento attivo, che può essere volontario, come quando ci si rifornisce di aria prima di cantare, oppure involontario, come quando si dorme.
La espirazione è invece un movimento passivo, prodotto dal rilascio elastico della contrazione inspiratoria. (schema)
Nonostante questi movimenti, nei polmoni resta sempre una certa quantità di aria statica, che viene espulsa solo con una compressione dei polmoni che non viene effettuata istintivamente, ma solo in maniera volontaria.

3) Cosa è il diaframma?                   
(figura)È un muscolo molto potente e complesso, che separa il contenuto del torace da quello dell’addome attraversando orizzontalmente il busto, con una forma di cupola asimmetrica.
(figura)È composto di un insieme di sottili fibre digastriche chiamate così per la forma particolare: mentre la maggior parte dei muscoli ha un solo corpo muscolare e due tendini ai capi opposti, le fibre del diaframma sono formate all’inverso, da due corpi muscolari ai due capi, con un tendine in mezzo.
(figura) Tali fibre sono attaccate alla colonna vertebrale e alle ultime costole e uniscono ogni parte della base del torace con quella simmetricamente opposta, intrecciando i tendini al centro del diaframma, che quindi ha una sostanza tendinea e non muscolare e viene chiamato centro frenico.
Questa particolare conformazione permette al diaframma di contrarre una sua parte in maniera indipendente dalla parte simmetricamente opposta.

4) Cosa è la respirazione diaframmatica?                   
È la respirazione che avviene grazie al completo e fluido utilizzo del diaframma nei suoi due movimenti di contrazione e decontrazione, senza l’intervento dei muscoli inspiratori accessori, che entrano in funzione solo quando esso, per una qualsiasi ragione, si blocca.
Nella inspirazione le fibre che compongono il diaframma si contraggono accorciandosi e abbassano il centro frenico, producendo la depressione intratoracica che richiama aria nei polmoni.
La espirazione è data dal rilascio della precedente contrazione. (figura) Se la contrazione inspiratoria avviene in maniera completa e fluida, anche la espirazione ha le medesime caratteristiche.

5) Perché per cantare è importante respirare bene?                   
Perché il canto avviene durante la espirazione, e la espirazione è data dal rilascio della contrazione inspiratoria. Se la inspirazione avviene in maniera scorretta, con una contrazione incompleta e disequilibrata, o, peggio, con un blocco del diaframma, le sue caratteristiche incideranno fortemente sulla successiva espirazione, e quindi sul canto, che si basa appunto sulla espirazione.

6) Quale è il ruolo dei muscoli addominali durante la respirazione?                   
Il diaframma, contraendo le sue fibre, scende verso il basso premendo contro i visceri che sono nell’addome. (figura) Se i muscoli che contengono i visceri (addominali e pavimento pelvico) sono contratti, i visceri non possono spostarsi e di conseguenza il movimento inspiratorio del diaframma risulta faticoso se non addirittura impossibile. Nella inspirazione diaframmatica, quindi, i muscoli dell’addome devono essere completamente rilassati per favorire una completa e fluida contrazione del diaframma. Nella espirazione essi accompagnano la risalita del diaframma e il ritorno dei visceri alla loro sede iniziale, dapprima in maniera elastica, poi volontariamente, soprattutto se si vuole svuotare del tutto i polmoni, facendo risalire il diaframma oltre la sua posizione abituale, cosa che si ottiene contraendo vigorosamente i muscoli addominali e gli intercostali.

7) Riguardo alla respirazione, cosa è di maggiore importanza per un cantante?                   
Come indicato dal Prof. Fussi, prendere una grande quantità di aria, è molto meno importante della “sua espirazione regolare, del suo dosaggio, del saperla gestire senza commettere l’errore di trattenere il fiato per non sprecarlo”.
L’espirazione adeguata al canto è quindi fluida, controllata e mai statica, indipendentemente dalla quantità del’aria.

8) Cosa è la “pressione sottoglottica”?                   
È la pressione che il flusso espiratorio produce sotto la laringe quando le corde vocali si avvicinano e si tendono per vibrare al passaggio dell’aria. Va considerato, infatti, che il fiato esce dai polmoni grazie alla spinta prodotta dal rilascio della contrazione inspiratoria, ed è già sottoposto ad una considerevole pressione. Quando poi le corde vocali si accollano, come si fa nel canto, la fuoriuscita del fiato viene ostacolata e la pressione aumenta ulteriormente.

9) Quando canto sento che la gola si stringe, il fiato ha una responsabilità in tutto ciò?                  
Certo! La pressione sottoglottica tende a spingere la laringe verso l’alto e a vincere l’accollamento delle corde, per resistere agli effetti di questa pressione, la laringe e le corde si irrigidiscono istintivamente, cosa che però riduce la mobilità della laringe e la capacità delle corde di vibrare liberamente.

10) Perché quando cerco di cantare rilassatamente, perdo subito tutto il fiato?                   
La espirazione è prodotta dal rilascio elastico – passivo della contrazione inspiratoria del diaframma addominale, e ciò produce una consistente pressione di fiato, se si asseconda questo completo rilascio e si cerca contemporaneamente di non irrigidire la laringe, la fuoriuscita del fiato è veloce e la vibrazione delle corde è incompleta perché il loro accollamento è impedito dalla eccessiva pressione di fiato.

11) Perché a volte mi sembra di non avere più fiato per cantare, ma se prendo altro fiato mi ingolfo?                   
Se la inspirazione che precede il canto è avvenuta con una consistente partecipazione dei muscoli inspiratori accessori, cosa che richiede il blocco del diaframma, la espirazione avrà due fasi: inizia con il rilascio degli accessori, e viene completata solo dopo lo sblocco del diaframma. Questo comporta una interruzione del flusso espiratorio che dà al cantante la sensazione di essere arrivato a fine fiato, ma in realtà non è così, perché resta ancora da espirare l’aria incamerata con la contrazione diaframmatica. Se non si ha tempo di fare una pausa e rilasciare anche il diaframma, quindi, la successiva inspirazione avviene soltanto con i muscoli accessori ed il diaframma rimane bloccato. Nel giro di pochi cicli respiratori il cantante si trova ingolfato perché non riesce ad espirare del tutto, e inoltre affaticato, perché l’uso di una muscolatura accessoria, e quindi destinata principalmente ad altri usi, ha un costo maggiore che l’uso di quella principale, che nella respirazione è il solo diaframma.

12) Quali sono gli aspetti vocali in cui una pressione sottoglottica troppo elevata incide più negativamente?                   
Ogni funzione laringea viene ostacolata da una eccessiva pressione sottoglottica, ma soprattutto nei movimenti “fini” delle corde, una pressione alta diventa davvero un problema insormontabile.
In generale tutte le note acute, e in particolare le messe di voce, i filati, i pianissimi, gli staccati o i picchettati, richiedono alle corde di allungarsi e assottigliarsi, è chiaro però che se sotto di esse c’è troppa pressione, il fiato vince la chiusura delle corde, tanto che il suono perde di qualità e la riserva di aria si disperde velocemente.
In queste situazioni si tende a migliorare la chiusura delle corde con un po’ di forza, ma questo si riflette in maniera negativa sui movimenti delle corde, cosa che rende gli acuti difficili, specialmente in pianissimo, gli staccati e i picchettati duri e faticosi (con rischio di traumi) le messe di voce brevi e poco ampie.

13) Il mio problema è che mentre canto la laringe sale, posso aiutarmi con una buona gestione del fiato?                   
La laringe è saldamente connessa alla trachea, che a sua volta attraverso il pericardio è collegata al centro frenico, la parte tendinea del diaframma, quindi la laringe tende a salire verso l’alto insieme ad esso.
Oltre all’effetto della pressione sottoglottica, che stimola la contrazione della laringe e la spinge in alto, va quindi considerato che essa, anche se rilassata o addirittura inattiva, sale meccanicamente insieme al diaframma.
Se pressione sottoglottica vene ottenuta con il controllo attivo e cosciente della risalita diaframmatica, permette anche di evitare questo problema.

 

"Acquisisci nuove conoscenze mentre rifletti sulle vecchie, e forse potrai insegnare ad altri." Confucio