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PER CANTANTI E ATTORI |
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METODOBASE - Respirazione |
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Sperimentazione |
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Sperimentazione sul metodo di respirazione per cantanti, denominato “METODO BASE DI RESPIRAZIONE PER IL CANTO LIRICO”, illustrato dall’insegnante di canto dr Alessandro Patalini nella tesina finale del Corso di Alta Formazione Universitaria in Vocologia Artistica dell’Università degli Studi di Bologna (sede di Ravenna), e presentato al V° Convegno “La Voce Artistica” tenutosi a Ravenna nell’ottobre 2007.
1.OBIETTIVI La ricerca nasce dall’esigenza di approfondire, ed eventualmente validare, le ipotesi circa la possibilità di gestire il flusso espiratorio necessario alla fonazione secondo i parametri di: · fluidità · economicità (massimo rendimento – minimo sforzo) · possibilità di gestione consapevole della espirazione rispetto alla espirazione istintiva · bassa pressione del fiato espirato senza l’utilizzo di prassi tendenti a limitare il rilascio del diaframma, senza apnea pre-espiratoria e senza l’ausilio della muscolatura inspiratoria accessoria.
2. PRESUPPOSTI TEORICI Secondo quanto proposto dal M° Patalini, la gestione della espirazione rispondente ai parametri indicati è possibile innanzi tutto ritrovando la più ampia e fluida escursione fra espirazione completa ed inspirazione profonda, permesse dal corretto estrinsecarsi della naturale funzionalità diaframmatica. Ciò rende più fluida la transizione fra le due fasi del ciclo respiratorio, diminuendo la tendenza a contrarre lo sfintere laringeo, soprattutto nelle funzioni che richiedono minore pressione sottoglottica, come gli acuti e i pianissimi. Il completo e progressivo rilascio del diaframma permette il mantenimento sia di una corretta postura cervicale che facilita i movimenti della laringe e del vocal tract, sia di una corretta postura lombare, connessa ad un maggiore senso di rilassatezza. La relazione fra il diaframma e il ritmo cardiaco, fa sì che un corretto ciclo respiratorio favorisca la diminuzione dell’ansia da prestazione, generalmente avvertita proprio come disagio respiratorio. Risulta ovvio che, se è libero il principale muscolo inspiratorio (il diaframma), il cantante ha minore, o nessuna, necessità di servirsi dei muscoli inspiratori accessori, evitando il conseguente irrigidimento dei distretti muscolo-scheletrici interessati dalla ampia gestualità adeguata allo spazio teatrale. L’esercizio principale del Metodo Base consente di acquisire completa consapevolezza della relazione fra rilascio e contrazione diaframmatica, che producono rispettivamente la pressione intratoracica responsabile della espirazione, e la depressione intratoracica responsabile della inspirazione e di servirsene per adeguare la pressione aerea alle necessità fonatorie. Il progressivo affinamento delle capacità dell’allievo viene facilitato grazie ad altri esercizi del Metodo Base, utilizzati a seconda delle individuali esigenze dell’allievo, e specificamente dedicati alla propriocezione delle varie fasi del ciclo respiratorio. L’obbiettivo finale consiste nella capacità di contrarre i pilastri del diaframma durante la espirazione. In questo modo, la pressione espiratoria causata dal completo rilascio diaframmatico viene diminuita grazie ad una depressione intratoracica prodotta dalla parziale contrazione del diaframma. Questo modello di gestione risolve i problemi del controllo della espirazione a livello esclusivamente diaframmatico, evita il blocco del diaframma e le problematiche respiratorie, fonatorie e posturali ad esso connesse. Il flusso dell’aria espirata è quindi frutto del prevalere del rilascio del diaframma sulla sua contrazione, all’interno dell’equilibrio fra i due naturali movimenti diaframmatici. Il dott. Patalini ricollega questo modello di gestione a consigli attribuibili a varie scuole di canto tradizionali che raccomandano di “aspirare” o di “risucchiare” l’aria espirata, di “sbadigliare” mentre si canta: consigli chiaramente “inspiratori”, che richiamano istintivamente una manovra di depressione intratoracica durante la espirazione.
3. MATERIALI e METODI Il progetto di studio è stato sviluppato attraverso una ricerca clinica, terapeutica e pedagogica su alcuni cantanti, studiandone le condizioni cliniche e performances artistiche prima e dopo un periodo di training con il Dott. Patalini, riscontrando eventuali cambiamenti e/o miglioramenti delle loro prestazioni artistiche e funzionali respiratorie. Le figure professionali coinvolte in tale ricerca sono: A. 1 insegnante di respirazione e canto: il Dott. Patalini, B. 2 foniatri: il Dott. Fussi ed il Dott. Brozzi, C. 1 logopedista: la Dott.ssa Mazzocchi, D. 2 fisioterapisti: il Dott. Meli e il Dott. Gaudioso
La multidisciplinarietà dello studio è insita nella complessità dello stretto rapporto fra fonazione e respirazione che coinvolge, soprattutto attraverso il diaframma, consistenti aspetti posturali. Si è pensato di documentare:
· l’obiettività ORL in generale; · l’aspetto videostrobolaringoscopico con ottica rigida e/o flessibile; · lo studio dei parametri elettroacustici vocali (Spettrogramma e Fonetogramma); · la valutazione logopedica; · la valutazione posturale; · la autopercezione da parte del cantante del livello di stress da performance tramite il test CSHI (Classic Singer Voice Handicap Index).
Il training ha riguardato un percorso di 10-12 incontri individuali della durata di 30 minuti circa, effettuati a cadenza settimanale. La prima fase del training è stata incentrata sulla mobilità del diaframma, in modo da permetterne una adeguata percezione da parte dei soggetti “neutri” e ripristinandola in quelli più compromessi da precedenti percorsi didattici. La seconda fase del training è stata incentrata sull’apprendimento della modalità di gestione volontaria del movimento di contrazione depressoria di parte del diaframma eseguito contemporaneamente al rilascio di parte del diaframma stesso.
4. DISCUSSIONE DEI RISULTATI: Grazie alle analisi sopra esposte, sono state riscontrate una serie di evidenze, che vengono qui di seguito riportate, in relazione ai parametri sopra fissati come obiettivi: · Fluidità; · Economicità (massimo rendimento – minimo sforzo); · Possibilità di gestione consapevole della espirazione rispetto alla espirazione istintiva; · Bassa pressione del fiato espirato.
5. CONCLUSIONI
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